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 Oggetto del messaggio: Re: Restauro tornio lorch
MessaggioInviato: mer set 11, 2019 20:19 
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Si risparmio senz'altro sull inverter ma poi come faccio a regolare la velocità? D'altro canto forse un motore monofase non ha abbastanza coppia?


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 Oggetto del messaggio: Re: Restauro tornio lorch
MessaggioInviato: mer set 11, 2019 20:30 
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FINALMENTE USO IL TORNIO
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io ho un Lorch simile al tuo che ho restaurato e uso con soddisfazione per fare piccoli lavori hobbistici. qui trovi il mio restauro e diverse foto che potrebbero farti comodo


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 Oggetto del messaggio: Re: Restauro tornio lorch
MessaggioInviato: mer set 11, 2019 21:36 
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la cinghia piatta non è un problema, esistono cinghie piatte in poliuretano che però vanno giuntate con un collante apposito, oppure, visto che smontare il fuso su un tornio a bronzine non è complicato, prendi una cinghia poly-V di lunghezza e larghezza giuste e usala girandola sul dorso (ma funziona bene anche sulle nervature) compra la taglia "J" quelle più grosse sarebbero troppo rigide.
Smonti il fuso passi la cinghia sopra la puleggia a gradini e lo rimonti; idem per il cono pulegge in basso al basamento.
Con l'occasione dai un' occhiata a come stanno messe le bronzine e relative piste di rotolamento sul fuso;
e magari dai anche una pulita a tuttu questi pezzi.
La vite (eventuale) per traslare il carro e la sostituzione del motore non sono certo una priorità,
per il momento cerca di mettere i moto il tutto con quello che hai a disposizione, poi vediamo un po' alla volta.

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Alberto Bianchi
Le mie 'rumente', Tornio: Mi-Bo; Fresatrici: Fervi T044, Rumag REV1S, CST L1; Tavola rotante: Vertex HV8; Divisore BS-0; Trapani: Super Valmer 30 & Caber BO6; Forno a muffola.


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 Oggetto del messaggio: Re: Restauro tornio lorch
MessaggioInviato: gio set 12, 2019 12:31 
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Il sotto lo ho già smontato è c'è parecchia ruggine. Togliendo la coppiglia ho visto che il cuscinetto è tenuto da una specie di ghiera a settori... Come si smonta la testa mandrino non ne ho idea... Al max mi ci metto questo weekend intanto volevo ringraziare tutti per la pazienza e la collaborazione.


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 Oggetto del messaggio: Re: Restauro tornio lorch
MessaggioInviato: gio set 12, 2019 14:03 
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eventualmente se ti senti in difficoltà fai molte fotodei particolari su cui vai a mettere le mani così possiamo darti dei consigli mirati

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 Oggetto del messaggio: Re: Restauro tornio lorch
MessaggioInviato: dom set 15, 2019 13:16 
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Pulendo un po' tutto ho trovato sulla base guida il modello. È un b6 del 1955


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 Oggetto del messaggio: Re: Restauro tornio lorch
MessaggioInviato: dom set 15, 2019 13:43 
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Mi sembra strana la data , già nel 1950 la Lorch faceva torni così :

Allegato:
img57 (FILEminimizer).jpg


Il tuo dovrebbe essere di qualche anno prima, ma va bene ,la mia è una osservazione sulla data che non mi sembra coerente.


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 Oggetto del messaggio: Re: Restauro tornio lorch
MessaggioInviato: dom set 15, 2019 23:10 
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Scusate la qualità ma penso si legga.


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 Oggetto del messaggio: Re: Restauro tornio lorch
MessaggioInviato: mar set 17, 2019 20:15 
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Bel tornietto da pendoleria, il marchio Lorch è relativamente comune e blasonato tanto che parti e ricambi sono trovabili, forse meno degli Schaublin, ma comunque è materiale che di tanto in tanto gira su ebay.de.
Fosse mio cercherei di sistemarlo com'era in origine senza trapianti impossibili e stravolgimenti vari perché di fatto è un macchinina che ha un suo mercato e un suo valore in ambito di micromeccanica. Naturalmente il tornio è tanto più appetibile quanto più è completo il corredo di accessori, quindi, se ne hai, tienili ben stretti che forse valgono più quelli del resto.

Ciò detto, puoi usare come fonte di informazioni il topic di un utente che ha sistemato una macchina simile:
http://meccanicaedintorni.morpel.it/phpbb/viewtopic.php?f=30&t=23041

Oppure il sito Lathes.co.uk:
http://www.lathes.co.uk/lorch/page3.html
[url]http://www.lathes.co.uk/lorch/page6.html[/url

In ultimo, la piantana dietro al basamento serve per supportare le cinghie che hanno la funzione di trasmettere il moto a particolari apparecchi che venivano installati sulla slitta portautensile al posto della torretta. Tanto per citarne alcuni, esistono apparecchi costruiti per svolgere la funzione di testa fresante o mandrino da rettifica, questi ammenicoli (che oggi sarebbero progettati avendo un motorino elettrico tutto loro) all'epoca venivano messi in moto appunto da un giro di cinghia come accennato sopra e che a sua volta veniva trascinata dal motore principale (e unico) del tornio. La cinghia in questione ai tempi che furono era semplicemente una sorta di cordame, oggi invece è più sensato adoperare una cinghia tonda, tipo O-ring per capirci.

Per una carrellata di accessori vedi il topic linkato sopra o la pagina apposita di lathes.co.uk:
http://www.lathes.co.uk/lorch/page3.html


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 Oggetto del messaggio: Re: Restauro tornio lorch
MessaggioInviato: mer set 18, 2019 20:30 
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Grazie Cima. Ottimo c'è da lustrarsi gli occhi con tutti quei gingilli ma non ho trovato nulla per il mio modello. Ho iniziato il restauro finalmente è che fatica... So che gran parte di voi non saranno d'accordo con il colore ma non volevo strafare...ho anche smontato il fuso ma ora il mio problema è la cinghia va bene la poli v "da auto" ma o taglio 6 cm di ghisa per farla passare o ne metto una a giuntare perché mi vincola sia il basamento che il tavolo... E sul web non riesco a trovare nulla di sbrigativo ed economico ho chiesto anche a qualche ricambista ma per ora nulla. Vi giro alcune foto. Grazie.


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 Oggetto del messaggio: Re: Restauro tornio lorch
MessaggioInviato: mer set 18, 2019 21:36 
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La cinghia poliv, ha una serie di vantaggi
costa poco e, con un pizzico di fortuna, la puoi trovare di recupero, se è troppo larga ne tagli via un pezzo
se ti danno fastidio le gole le puoi molare
non è il massimo giuntarla ma lo puoi fare molando, la incolli e magari aggiungi una cucitura con dello spago, tanto se per caso si rompe la puoi sempre aggiustare, tanto non è una automobile che resti fermo per la strada.
Se la giunti te va bene praticamente una qualunque cinghia usata di auto tanto giuntandola la accorci alla misura che ti va bene.

Le cinghie giuntabili, ne esistono tante versioni.
Costano relativamente care.
la giunta se è una graffa metallica o simile fa un rumore fastidioso
ce ne sono alcune che viene una ditta, ne conosco una, a farti la giunta sul posto incollandola con una macchinetta che la tiene in tensione, praticamente è una cinghia in gomma piatta molto simile alla poliv ma senza gole, e paghi giustamente anche l'intervento, hanno il vantaggio di essere su misura senza parti rumorose.


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 Oggetto del messaggio: Re: Restauro tornio lorch
MessaggioInviato: mer set 18, 2019 22:34 
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Località: Lastra a Signa (Firenze)
https://www.ebay.co.uk/sch/i.html?_odkw=flat+belt&_osacat=12576&_from=R40&_trksid=m570.l1313&_nkw=flat+belt&_sacat=12576

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 Oggetto del messaggio: Re: Restauro tornio lorch
MessaggioInviato: mer set 18, 2019 23:02 
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Iscritto il: sab nov 06, 2010 19:29
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Le cinghie piatte da giuntare si trovano, solo che sono un prodotto un pochino di nicchia e che richiedono pesantemente solo i costruttori di macchinari, i quali molto probabilmente si riforniscono direttamente dal produttore senza passare per il classico "cuscinettaro" rivenditore di componentistica.

Ad ogni modo, uno dei produttori più noti delle cinghie piatte da giuntarsi a misura è Habasit (http://www.habasit.com/it/tipi-schede-cinghie.htm), quel che farei io sarebbe cercare nella zona un rivenditore di questo marchio per farmi consigliare da loro sul da farsi.
Nel caso più fortuito potresti incappare in un concessionario in grado di costruire per te la cinghia della misura necessaria a partire da un campione o da tue indicazioni, se la situazione fosse questa potresti eventualmente portare al rivenditore il pezzo di ghisa che ti da problemi e far giuntare a loro la cinghia già concatenata con esso.
Il secondo e più probabile scenario è che invece il rivenditore voglia completamente lavarsi del mani della cosa e ti dica: "toh, qui c'è la cinghia e qui l'attrezzatura per giuntarla, mi compri tutto e ti arrangi a casina tua ad unirla" (onestamente sarebbe comprensibilissimo se non volessero perder tempo)
Naturalmente, è il momento di dirlo, qui c'è l'inghippo!! Eh sì perché la cinghia in sé probabilmente costa anche una cifra ragionevolissima (qualche decina di euro magari), solo che includendo anche il costo degli strumenti di giunzione non ci vuol nulla ad arrivare a 200€ o magari di più, il che, forse, non è più un prezzo che vale la pena pagare a meno di non volersi mettere a giuntare cinghie come secondo lavoro.

Ragioniamo però un attimo: come funzionano i sistemi di giunzione?
Sbirciatina alla brochure (pag.4): [url]file:///C:/Users/Cimatti%20Federico/Downloads/0000008255.4005.BRO.TOL-en1117ITA.pdf[/url]
Evidentemente due sistemi (Flexproof e Quickmelt) sono esclusivamente termici e pensati per cinghie costituite da polimero termoplastico e devono necessariamente essere portati a termine con piastre riscaldanti specifiche e parametri ben precisi, il terzo invece (Thermofix) fa uso di un adesivo in combinazione con una piastra riscaldante, LAMPADINA :idea: :idea: Non è che per caso possiamo replicare questa tecnica di giunzione in economia senza strapagare un tubetto di colla e una piastra per capelli marcati Habasit? Beh, secondo me sì!!

Cerchiamo di capire perchè in alcuni passi:
1-Il sistema Thermofix fa uso di un adesivo, il che significa che di fatto quel che deve tenere insieme i due lembi della cinghia è proprio la colla mentre all'azione termica è lasciata una funzione più marginale
2-Per esperienza, nonostante il mondo delle colle sia vasto oltre ogni immaginazione, quando si parla di una giunzione strutturale critica (e quella di una cinghia lo è), in ambito industriale si sente dire solo una cosa: "EPOXY", ossia colla epossidica.
3-Ma siamo poi così certi che Habasit ci venda un adesivo epossidico per giuntare le cinghie? Beh, per me sì, perché le resine (e quindi anche le colle) epossidiche sono quelle che in assoluto permettono di ottenere le migliori prestazioni a livello di resistenza meccanica e termica. Sì è vero, costano un po' di più di tutte le altre (poliestere, poliuretaniche, vinilestere, cianoacrilati, ecc...) ma dopotutto per unire una cinghia ne serve talmente poca che il risparmio di qualche centesimo è nulla in confronto alle potenziali lamentele di tanti clienti a cui saltano le giunte. In altre parole, se io mi chiamassi Habasit, ti venderei una epossidica.
4-Un ulteriore campanello che ci fa sospettare l'uso di un adesivo epossidico è il fatto che la giunzione viene garantita fino a 100°C, il che guardacaso è proprio in linea con le prestazioni normalmente ottenute con questo collante opportunamente curato (gli altri adesivi in commercio o "saltano" ben al di sotto di 100°, oppure perdono sensibilmente di resistenza meccanica fino a diventare quasi sempre inaffidabili)
5-Alla luce di quanto detto sopra e con un pizzico di intuito, si può immaginare che la piastra riscaldante usata per giuntare con il sistema Thermofix, altro non ha che la funzione di consentire una cura della colla a temperatura superiore a quella ambiente. L'uso di questa piastra ha 3 conseguenze fondamentali:
-la cura della colla è più rapida (si accelerano i tempi di posa, il che è sempre ben visto ma magari non fondamentale)
-la reticolazione della colla è più completa e questo di solito conferisce una resistenza meccanica un po' superiore ma non è detto che,
in percentuale questo "plus" sia così strepitoso
-l'incollaggio mantiene la resistenza meccanica nominale (o di poco inferiore) anche se posto in esercizio a temperature elevate
purché non superiori a quella di cura [ QUESTO TERZO PUNTO RISULTA CRUCIALE ]
6-Inteso quanto detto al punto 5, possiamo magari incollare la cinghia utilizzando una buona colla epossidica (es. Araldite) senza fasciarci troppo la testa con quella famosa piastra riscaldante? Come dicevo sopra, per me sì per diversi motivi:
-non ci interessa nulla di far presto, quindi possiamo tranquillamente mettere la cinghia in colla la sera e metterla in tiro la mattina
-quel surplus di resistenza meccanica che si guadagna con la cura ad alta temperatura probabilmente in termini relativi è poco e non
ci serve, tanto più se consideriamo che per far girare un tornietto anteguerra da micromeccanica non è necessario tirare a morte la
cinghia
-Habasit mette in piedi la fase termica perché per vendere il prodotto ha bisogno di garantire una resistenza della giunzione fino a
100°C, ma probabilmente messa sul tornietto quella povera cinghia non arriverà mai a più di 50-60°, il che significa che una colla
epossidica, anche curata a temperatura ambiente va più che bene

Per concludere, io prenderei una cinghia piatta commerciale e, per i motivi elencati sopra, mi limiterei a giuntarla con una buona colla epossidica (es. Araldite) serrata con due morsetti da falegname, se poi l'unione dovesse distaccarsi, beh a spendere soldi in colla e piastra riscaldante originali si fa sempre in tempo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Restauro tornio lorch
MessaggioInviato: gio set 19, 2019 07:55 
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Cima è un chiacchierone :risatina: io invece sono un tipo di poche parole... :mrgreen:
qui ci sono un po' di video sull'argomento giunzione cinghie, magari ti fai le idee più chiare
https://www.youtube.com/results?search_query=flat+belt+jointing+methods

Mi piacerebbe capire nel dettaglio quali sono gli impedimenti a montare una cinghia piatta, magari sarebbe utile se tu riuscissi a farci delle foto indicative deile zone che non consentono il passaggio. Forse potremmo ipotizzare delle soluzioni.

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MessaggioInviato: gio set 19, 2019 09:15 
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Anche io sono rimasto perplesso sulla impossibilità di passare la cinghia una volta smontato il fuso, mi associo ad AlBi nella richiesta di foto....


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